Gli alunni della VE dell'Istituto Comprensivo Marconi-Carella, sono stati accolti nell'aula consiliare ed hanno scritto una lettera al Sindaco.
"Gent.mo sig. Sindaco dott. Vito Malcangio
Noi, bambini della classe V^ sez. E della scuola primaria plesso “G.Paolo II” dell’I.C. “Marconi-Carella,
Vogliamo consegnare nelle sue mani, come Primo Cittadino di Canosa e nostro rappresentante la filastrocca intitolata “UNO DI NOI”, con la quale abbiamo partecipato alla XXI^ EDIZIONE DEL CONCORSO NAZIONALE
“I GIOVANI RICORDANO LA SHOAH” la cui tematica è stata l’esclusione dei bambini dalla scuola a causa delle leggi razziali.
Noi alunni di quinta classe abbiamo scritto questa filastrocca immaginando di parlare con un bambino ebreo della nostra età, proprio uno di noi. Abbiamo provato ad immedesimarci in lui e ad esprimere i suoi sentimenti e le sue emozioni. Infatti, attraverso le fotografie e i filmati giunti fortunatamente fino a noi, abbiamo conosciuto e scoperto che la condizione dei bambini e dell’infanzia in quegli anni così terribili non è stata molto facile. I bambini, e in particolare i bambini ebrei, furono costretti a subire ogni sorta di violenze e maltrattamenti solo perché erano nati ebrei. Furono espulsi dalle scuole pubbliche, obbligati a frequentare solo persone di razza ebrea come stabiliva la legge, costretti ad allontanarsi dalla loro casa, luogo naturale di sicurezza, calore, amore, protezione come dei criminali. I più fortunati furono nascosti presso altre famiglie, gli altri deportati nei campi di sterminio di Auschwitz, non fecero più ritorno. Spesso, sono stati testimoni e vittime delle violenze e della brutalità della polizia che, faceva irruzione con prepotenza nelle loro case. I bambini ebrei, sui cui vestiti fu cucita la stella di Davide, vennero isolati, messi in disparte, additati e allontanati dai loro compagni di gioco, proprio quei compagni con cui fino a poco tempo prima avevano condiviso le loro esperienze di gioco, di studio e di vita familiare. Insomma, ai bambini ebrei fu rubata l’infanzia.
Quindi, oggi con Lei, vogliamo prendere un impegno: diventare e costruire “ponti di memoria” affinché ciò che è avvenuto allora non si ripeta MAI PIU’.
Con riconoscenza, gli alunni della V^ sez. E"